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Storie - Histories

Una nuvola di latte, come la regina

Michele Crippa

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Se è vero che dobbiamo la nascita del té alla Cina, è altrettanto vero che dobbiamo la sua diffusione all’Inghilterra, o meglio alla regina Vittoria, che esportó l’usanza del té delle cinque in tutte le terre dell’impero dove non calava mai il sole.

CC Titanic Belfast

Questo enorme successo è però arrivato a scapito delle tecniche tradizionali di preparazione del té, e alla conseguente affermazione di un metodo più “semplice”, che ha, comunque, qualche regola da rispettare.

Quello inglese è un metodo si addice ad ogni tipo di té nero, che sia esso affumicato, aromatizzato o al “naturale”.

“Hans Westendorff, Silver Teapot, c. 1936, graphite on paper, overall: 22.5 x 29.7 cm (8 7/8 x 11 11/16 in.), Index of American Design, 1943.8.14091”

Come prima cosa dobbiamo scaldare la teiera con dell’acqua bollente, che poi verrà svuotata.

In seguito mettiamo le foglie di té nella teiera ancora calda in modo che sprigionino tutti i loro profumi: un cucchiaio da tè per persona, più uno per la teiera.

Versare l’acqua calda, non bollente, sulle foglie e procedere all’infusione per 3-5 minuti.

Mescolare l’acqua nella teiera e servire in una tazza di porcellana leggermente svasata, in modo da agevolare la dispersione del calore.

Zucchero, latte o limone?

Tutto dipende dal tipo di té che si desidera degustare. Se lo zucchero è poco utilizzato, e spesso gli si preferisce del miele, i sudditi di sua maestà difficilmente resisteranno ad una nuvola di latte nella loro tazza. Questa abitudine è particolarmente apprezzata nel caso si beva un tè nero dal sapore più forte, un tè Assam per esempio. Si preferisce, invece, una fetta di limone nel caso di té più delicati, come ad esempio un tè dell’isola di Ceylan.

Responsabile della sala di un ristorante parigino carico di storia come il "Lucas Carton", dove, insieme a Giovanni Curcio, lo Chef Sommelier, continua a portare avanti quello stile franco-italiano che tanto lo aveva affascinato a Londra, ma anche, e soprattutto, a cercare di trasmettere la sua passione alle nuove generazioni. Il progetto Chiccawine si sposa proprio co questo intento: promuovere, tramite le nuove tecnologie, le tecniche di sala e bar, portare la curiosità su prodotti tradizionali che meritano di essere messi sotto le luci dei riflettori e far conoscere gli uomini che dedicano la loro vita affinché tutto questo non scompaia.

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