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Grasshopper, New Orleans è il luogo di nascita di questo cocktail

Michele Crippa

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Quando si parla di cocktail a base di panna non si può non ricordare la versione più estiva, fresca e meno alcolica dell’Alexander : il Grasshopper.

Siamo nel 1919, pochi mesi prima che il buio proibizionismo si insaturi in tutto il paese a stelle e strisce. A New York si tiene una competizione in cui partecipa Philibert Guichet, barman, nonché proprietario, del Tujague’s lo storico cocktail bar del quartiere francese di New Orleans locale aperto fin dal 1856. L’idea è molto semplice, miscelare insieme crema di cacao bianca, crema di menta verde e panna in parti uguali, il risultato è un cocktail fresco, goloso e con un colore quasi fosforescente, un verde che ricorda al barman quello della cavalletta (“grassopher” in inglese), il nome è presto trovato. Guichet torna a New Orleans solamente con il secondo posto, ma il cocktail è un successo, e verrà servito di nascosto anche durante tutto il periodo del proibizionismo in tutti i paesi del sud degli Stati Uniti.

Bisognerà aspettare gli anni ’50 per vedere la consacrazione del Grasshopper anche negli stati del nord. È nel cuore Midwest che questo cocktail fa breccia per primo, nascono addirittura una torta e un milkshake con lo stesso nome, cioccolato e menta iniziano così il loro sentiero dorato verso il successo.

Ancora oggi migliaia di visitatori fanno visita al Tujague’s cocktail bar per degustare il Grasshopper nel suo luogo di nascita, quindi, se per caso vi capita di andare a New Orleans non lasciatevi scappare questa opportunità. Nel frattempo non esitate a prepararlo a casa, magari con qualche goccia di Cognac.

 

 

Responsabile della sala di un ristorante parigino carico di storia come il "Lucas Carton", dove, insieme a Giovanni Curcio, lo Chef Sommelier, continua a portare avanti quello stile franco-italiano che tanto lo aveva affascinato a Londra, ma anche, e soprattutto, a cercare di trasmettere la sua passione alle nuove generazioni. Il progetto Chiccawine si sposa proprio co questo intento: promuovere, tramite le nuove tecnologie, le tecniche di sala e bar, portare la curiosità su prodotti tradizionali che meritano di essere messi sotto le luci dei riflettori e far conoscere gli uomini che dedicano la loro vita affinché tutto questo non scompaia.

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