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Degustazioni - Dégustations

Coerenza, tradizione e accoglienza…l’azienda D.G.Vajra raccontata da Sebastien Ferrara

Sebastien Ferrara

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Quando ci si trova davanti ad una bottiglia dell’azienda Vajra è facile che conquisti immediatamente chi la stia assaggiando.

Grazie a Francesca Vajra e i suoi fratelli, ho potuto assaporare a 360 gradi questa meravigliosa realtà recandomi in visita da loro.

La loro è una storia di tradizione, passione, e tanti sogni che piano piano si sono trasformati in realtà.

Aldo Vajra fu … nel 1968 portato dal padre a Barolo per trascorre l’estate lontano dai giovani che erano in piena contestazione studentesca, e fu così che tra i filari Aldo si innamorò della bellezza della natura.

Aveva appena 15 anni quando decise che la sua strada era proprio quella (che andava nettamente controcorrente) perché in quel periodo vi era lo spopolamento delle compagne, mentre lui continuo’ il suo sogno studiando il suolo e diventando un pioniere della biologica nei primi anni 70.

Insieme alla moglie, Aldo continua verso quello in cui crede e furono degli anni molto decisivi soprattutto per la selezione massale della Freisa coltivata nel Cru Bricco delle Viole nel 1980, il primo Riesling Renano coltivato in Piemonte nacque nel 1985 che senza ombra di dubbio e mio modesto parere rimane tra i più buoni d’Italia.

Negli anni a seguire la decisione per loro fu quella di continuare su una linea tradizionale, andando chiaramente controcorrente e decidere di non utilizzare alcuna barrique per  l’affinamento dei vini, fu una scelta ardua … ma coerente con la loro filosofia di produzione e tutto ciò porto questo uomo ad essere definito “il più moderno dei tradizionalisti ed il più tradizionale dei modernisti”.

La famiglia si allargò quando nacquero Giuseppe, Francesca e Isidoro il più giovane del 90.

Durante la mia visita, anche se conosco Isidoro e Francesca da tempo, respiro aria di sicurezza, di coesione di perfezione e tradizionalità. Spesso come dice Francesca i punti  di vista tra fratelli mamma e papà sono  diversi ma l’obbiettivo rimane uno solo… qualità e coerenza rispecchiando la storia e filosofia di produzione.

Credo che a volte sia meglio avere diversi punti di vista in un’azienda come questa e poi trovare la soluzione più adeguata per ogni scelta.
Una realtà sempre in espansione la loro… stanno intanto effettuando grandi lavori di ampliamento della cantina… i progetti ci sono e sono tanti.

Tra le cose più importanti vi è l’esposizione di questi vigneti, per esempio il Bricco delle Viole è baciato dal sole per l’intera giornata ma un dettaglio non da poco è la ventilazione …I venti freschi che provengono dalle Alpi sono fondamentali per le escursioni termiche, nella foto sottostante capirete l’importanza della posizione della vigna.

I loro vini hanno tanta personalità e sono legati da un sottile filo conduttore che accomuna tutti i vini…(non significa che tutti i vini siano uguali, ben distinti per carattere e tipologia, ma l’eleganza regna su tutti).

Durante la visita in cantina (Nella zona delle vasche di acciaio) Francesca mi racconta dell’incontro tra suo papà e Padre Costantino.. perché Milena (moglie di Aldo) voleva far disegnare le vetrate di quella parte dell’edificio al famoso Chagall ma purtroppo non c’era più e quindi l’unica soluzione all’altezza fu proprio Padre Costantino.

guardate che meraviglia ogni 10 minuti la luce cambia naturalmente.

La degustazione è stata davvero molto generosa per la quale ringrazio ancora Francesca.


Tra i vini che più mi hanno colpito il Riesling, che è nato dalla passione per la longevità di questo vitigno immaginandoci ci abbinare pietanze di pesce fresco e poco cucinato da esaltare ancora più la parte sapida de vino.

Un Dolcetto 2019 tutto in croccantezza, molto didattico.

Il Dolcetto Coste Fossati 2019 è fatto con vigne di oltre 40 anni, profondo e tannico, viene vinificato solo in acciaio, macerato a cappello sommerso rischiando anche ossidazioni e riduzioni durante la lavorazione, ma il risultato è straordinario, un vino longevo! Evviva in chi crede nel dolcetto e continua gli investimenti su questo straordinario vitigno !

La Barbera 2018 ha tanto frutto, polpa fresca quasi è una sorta di dolcezza ma non data dagli zuccheri. Piacevolissima. Francesca mi fa assaggiare anche la 17 che è più profonda.

La Barbera + Freisa a me piace tantissimo. Ha un enorme potenziale ma è godibilissimo già adesso. Fatto bene. La Freisa è un vitigno tecnicamente difficile per tannino e austerità, dando note piacevolissime mentolate (con Francesca siamo d’accordo, una Freisa di 20 anni è sicuramente stupefacente.. e lei lo sa bene perché ne ha assaggiate tante).

Il Barolo Albe 2017 è un vino creato per mettere insieme più palati. Molto tradizionale.

poi Francesca stappa il Barolo Coste delle Rose 2017, ultimo Barolo creato dell’azienda con viti di 30 anni.

Barolo Ravera è pieno e grasso… da terreni arigillosi di Monforte.

Il mio preferito è il Bricco delle Viole 2015, abbiamo assaggiato anche la 17 che secondo me avrà bisogno di più tempo. Tranne per chi ha i terreni tanto bassi … e con uve raccolte più mature … tendenzialmente andranno bevuti giovani. Ma il loro no, non è affatto cotto, anzi .. non ha nessun accenno di cotto.

I vini di Luigi Baudana, sempre vinificata da loro sono ottimi, il Baudana 17 lo trovo decisamente più macchio rispetto al Ravera.. diciamo l’opposto di Bricco delle Viole che gioca di finezza.

“La terra ti chiede una dedizione assoluta. Ti chiede di amarla nel bene e nel male, nell’abbondanza e nella mancanza. La terra è quasi più che una casa. Fa parte della nostra vita e chiede di essere custodita con la stessa tenerezza che si riserva agli affetti  più cari. E la cosa incredibile è che, nonostante tutte le difficoltà, amarla così non è affatto uno sforzo.”

CIT. Francesca, Giovanni e Isidoro.

 

Grazie a Francesca e i suoi fratelli per la grande disponibilità, gentilezza e umana accoglienza.

 

Sebastien Ferrara è il direttore e sommelier del Ristorante Enrico Bartolini Mudec, 3 stelle Michelin a Milano. Ha effettuato eccellenti esperienze lavorative in Francia, Inghilterra e Svizzera per diversi anni nel settore della ristorazione.

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