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il Dottor Tony Jordan, enologo e scienziato trova la terra ideale per la produzione di un vino rosso per competere con i più grandi al mondo. Nel 2012 l’enologo Bordolese Maxence Dulou si trasferisce insieme alla famiglia in oriente, unendosi al progetto. Nasce un grande vino in Cina:Ao Yun

Alexandre Cuvillier

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Ao Yun significa volare al di sopra delle nuvole.

Questo progetto è il risultato di una avventura che ha portato alcuni uomini a credere il un luogo poco conosciuto dal punto di vista della viticoltura e creare una tenuta in terreni mai esplorati prima.

Dopo diversi anni di studi e di ricerche sul territorio cinese, il Dottor Tony Jordan, enologo e scienziato australiano di fama internazionale è arrivato a trovare la terra ideale per la produzione di un vino rosso che potesse competere con i più grandi al mondo.

Nel 2012 l’enologo Bordolese Maxence Dulou si trasferisce insieme alla famiglia in Cina, unendosi al progetto Ao Yun.

Nasce così nel 2013 la prima annata, presentata nel 2016.

Le vigne sono situate a un’altitudine tra i 2200 e i 2600 metri, ai piedi della sacra catena montuosa Meili Xueshan e non lontano dalla città di Shangri-La. Siamo nella regione dello Yunnan situata lungo le rive del fiume Mekong che da un gradissimo aiuto ad aumentare il potenziale vitivinicolo della zona.

I vigneti sono situati su 4 villaggi: Adong, Shouri, Sinong e Xidang che, assemblati tra loro danno la massima espressione del terroir Himalayano.

Il vitigno principe è il Cabernet Sauvignon con un pochino di Cabernet Franc provenienti da 314 parcelle, tutte vinificate separatamente e distribuite da 27,7 ettari, raccolti rigorosamente a mano come è fortemente voluto dalla tradizione locale.

Le condizioni climatiche in questo luogo sono eccezionali ed aiutano questo vino ad essere elegante e molto raffinato.

Ero un pochino titubante quanto diversi anni fa, mi parlarono di questo vino, ma poi la curiosità mi ha portato ad assaggiarlo più volte e vi posso garantire che è davvero un gioiello di equilibrio e freschezza.

Il Cabernet è nitido e ben definito nel calice ma mai volgare, è elegante con tanta grinta e immenso potenziale per essere invecchiato tanti anni in cantina.

2013: una interpretazione che davvero porta a Bordeaux, intenso e profonda.

2014: è il primo vino creato nella cantina di Adong, leggermente più speziato rispetto all’annata precedente, note di peonia, cuoio e ferro.

2015: è l’annata che più mi ha colpito in termini di equilibrio. A tratti note autunnali, una buona speziatura, seducente e rotondo.

2016: Annata molto particolare, definita quasi esotica.
Entrano due nuovi vitigni in questa annata la Syrah ed il Petit Verdot, domando più complessità ed eleganza. Le botti per l’invecchiamento sono di secondo passaggio per addolcire la sua intensità. Denota una percettibile sapidità e dei tannini decisamente morbidi e piacevoli.

Un progetto raro ed unico al mondo firmato interamente da LVMH.

Non sono ancora andato a visitare questa azienda ma credo di recarmi presto.

Sebastien Ferrara

Ristorante Enrico Bartolini Mudec

Milano

https://www.instagram.com/sebastien_ferrara/?hl=it

Alexandre est sommelier depuis maintenant huit ans, il est passionné par le terroir viticole dans le monde entier. Depuis ses débuts il s'épanouit dans de prestigieuses maisons étoilés en France ou aux Etats Unis et maintenant avec le chef Guy Savoy au sein de son restaurant à la Monnaie de Paris.

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