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Degustazioni - Dégustations

Qual’è il Pinot Nero più a sud del mondo? Vi porto a Grasshopper Rock

Giovanni Curcio

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Avevo voglia oggi, di fare un post brevissimo sul pinot nero; non un pinot nero qualsiasi, ma un pinot nero del sud, molto a sud. Un pinot nero coltivato talmente a sud, da essere compresso tra il mar di Tasman e l’oceano Antartico con, per fortuna, qualche remota corrente calda proveniente dal Pacifico meridionale. Presumo abbiate capito; siamo nella terra dei kiwi, la Nuova Zelanda; precisamente nella zona di Central Otago.

Ci troviamo a Grasshopper Rock, considerato tra i produttori di pinot nero più a sud del mondo.

Ovviamente partiamo con il dire che le stagioni sono diametralmente opposte alle nostre e che la vigna qui è in una zona di freddo intensa durante l’inverno. Abbiamo già parlato di vigneti siti in zone fredde, ricordo Lerkekasa in Norvegia, ma qui il freddo è meno aiutato dal global warming e la siccità eccessiva obbliga i produttori di vino a irrigare la vigna. 

Central Otago è composta da varie zone, ma Grasshopper Rock produce i suoi vini, sulla collina di Alexandra, la zona più fredda, composta da un terreno prevalentemente di scisto e rocce metamorfiche. 

In questa zona le escursioni climatiche sono importanti. L’alternarsi di stagioni dolci o calde, a stagioni freddissime ha dato l’input ai proprietari di piantare prevalentemente  pinot nero. La tenuta di Grasshopper Rock è vicina al fiume Clutha e vanta una popolazione di origini europee che avevano raggiunto il posto durante la corsa all’oro nella seconda metà del 1800′.

Grasshopper Rock produce anche un po’ di pinot grigio e con il pinot nero ottiene un ottimo rosato molto gettonato in zona. La vigna qui fu piantata nel 2003 con la prima vendemmia datata 2006. Il winemaker è Pip Battley, una signora che ha studiato e lavorato in varie zone della Nuova Zelanda, affiancata da Phil Handford e Mike Moffitt che si occupano degli aspetti manageriali della tenuta.

Il loro Pinot Nero, ha avuto negli anni diversi awards nazionali e internazionali, diventando un po’ l’orgoglio della regione. Ho sempre ritenuto che i pinot nero (anche i sauvignon blanc) Neozelandesi assomigliassero moltissimo ai Sancerre, forse perchè alcuni giovanissimi viticoltori del centro della Francia emigrarono tempi addietro in Nuova Zelanda per studiare il terreno e poi ci rimasero fondando la propria casa vinicola.

Il 2017 si presenta di un colore rubino vivo e molto luminoso, offre una materia colorante leggera. Un naso intenso, molto elegante che rivela note di frutti rossi e sensazioni che ricordano la pietra focaia o comunque note minerali. Una bocca dominata piacevolmente dalla freschezza, tannino finissimo con un tocco di mirtillo nel finale. Sicuramente un vino di grande eleganza ma anche di buona potenza e persistenza. Qui siamo davanti ad un vino che potrà invecchiare a lungo. Il 2015 molto diverso, più sulle note calde. Sicuramente di maggiore equilibrio e quindi pronto da bere, molto buono, anche se da un po’ meno emozioni rispetto a quello del 2017. Chiudo citando i fondatori di questa splendida tenuta : i Grand Cru esistono perchè delle persone vogliono ottenere grandi risultati, noi volevamo solo piantare un buon pinot nero. 

Io credo ci siano riusciti!

Sito internet Grasshopper Rock

https://www.grasshopperrock.co.nz/land-and-vines/

Sommelier au restaurant Lucas Carton à Paris. Ses passions: le vin, la viticulture, les voyages dans les vignobles et la gèographie des vignes; ...ah oui, les cèpages!

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