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Storie - Histories

Pinot Bianco, Friulano, Sauvignon e Ribolla Gialla ; tutti uniti per creare un grande vino del Friuli: Collio Bianco Col Disôre

Michele Crippa

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Oggi ho scelto di parlarvi di un vino che mi ha particolarmente colpito della cantina Russiz Superiore. Alcune tracce della sua presenza risalgono alla metà del 1200.

Grande merito va alla famiglia Felluga che, con grande rigore e rispetto per la natura, ha realizzato un magnifico progetto, ora gestito da Roberto.

Il quartiere è il Collio Goriziano, di cui avevo già parlato nell’articolo sul vigneto Schiopetto.


Questa azienda vanta uno dei filari più belli del Collio. I loro vini sono immediatamente riconoscibili per gli aromi precisi ed equilibrati che sprigionano al naso. Certo, quando sono giovani, si fanno apprezzare per le note fruttate e la loro mineralità, ma, con l’età, sanno comportarsi in modo molto elegante.

Ed è proprio questo il caso del Collio Bianco Col Disôre.

Col Disôre, chiamato così in riferimento al nome (in lingua friulana) di un colle nel territorio di Russiz, che nel 1648 era suddiviso in “Russiz Disôre” (Alta Russiz), il nucleo più antico dell’intera colonia feudale e principalmente collinare, e “Russiz di Sott” (bassa Russiz), la parte di pianura.

Questo vino è prodotto con quattro vitigni; Friulano, Sauvignon, Ribolla Gialla e Pinot Bianco.Giovane, esprime note molto agrumate di fiori bianchi e talvolta vegetali.

Al contrario, l’annata 2000 è dorata. Al naso, un frutto maturo ma dolce, con note tostate e una graziosa vaniglia. Al palato è rotondo, delicato, avvolgente e molto piacevole, arricchito da magnifica freschezza. Il finale è ricco e lungo.

Questo è, sicuramente, uno dei grandi bianchi italiani. Vi consiglio di degustare le annate 2001 e 2002 di questo vino, senza dimenticare, tuttavia, tutti gli altri vini prodotti dalla casa.

Sebastien Ferrara

Sommelier e Direttore, Mudec-Enrico Bartolini Milano

Responsabile della sala di un ristorante parigino carico di storia come il "Lucas Carton", dove, insieme a Giovanni Curcio, lo Chef Sommelier, continua a portare avanti quello stile franco-italiano che tanto lo aveva affascinato a Londra, ma anche, e soprattutto, a cercare di trasmettere la sua passione alle nuove generazioni. Il progetto Chiccawine si sposa proprio co questo intento: promuovere, tramite le nuove tecnologie, le tecniche di sala e bar, portare la curiosità su prodotti tradizionali che meritano di essere messi sotto le luci dei riflettori e far conoscere gli uomini che dedicano la loro vita affinché tutto questo non scompaia.

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