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Storie - Histories

Il Gin Fizz è un evoluzione della grande famiglia dei cocktail “sour”

Michele Crippa

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Il Gin Fizz è un evoluzione della grande famiglia dei cocktail “sour”, di cui si parla già nel libro di Jerry Thomas, Bartender’s Guide, nella fine del 1800. I fizz divennero però popolari all’inizio del 1900, quando anche la soda divenne di uso comune, diventando un vero e proprio fenomeno a partire dal 1950.
Difatto il gin fizz è un gin sour (40 ml di gin, 20 di succo di lime o limone e 10 ml di sciroppo di zucchero) , preparato nello shaker, servito on the rocks in un tumbler riempito poi di soda.
Io personalmente amo lo zenzero, e mi piace dare un tocco energizzante a questo drink rimpiazzando la soda con della ginger beer, il mio personale Gin-ger Fizz.

 

Ma esistono decine di varianti di questo cocktail, come ad esempio il Tom Collins, che è preparato direttamente nel tumbler ma avendo inoltre l’accortezza di usare un “Old Tom Gin”, un distillato leggermente più dolce. O ancora aggiungendo un uovo intero, si parla allora di Royal Fizz, oppure solo l’albume, per il Silver Fizz, o solo il tuorlo, ottenendo così il Golden Fizz.

I più famosi sono però:

  • il French 75, cocktail inventato durante la prima guerra mondiale in onore ad un cannone francese del calibro di 75 mm, in cui al posto della soda viene versato dello champagne, anche se la ricetta ha subito molti cambiamenti dalla sua creazione;
  • il Ramos Gin Fizz, datato 1888, che prevede l’aggiunta alla ricetta originale di albume, panna liquida e aqua di fiori d’arancio. Il suo successo, e soprattutto i 12 minuti necessari alla sua preparazione, costrinse il suo inventore, Henry Ramos, ad assumere all’Imperial Cabinet Saloon di New Orleans una vera e propria squadra di 20 barmen.
CC Edsel L

Come vedete non ci sono regole, potete giocare con svariati ingredienti e creare il vostro personalissimo Gin Fizz!

Responsabile della sala di un ristorante parigino carico di storia come il "Lucas Carton", dove, insieme a Giovanni Curcio, lo Chef Sommelier, continua a portare avanti quello stile franco-italiano che tanto lo aveva affascinato a Londra, ma anche, e soprattutto, a cercare di trasmettere la sua passione alle nuove generazioni. Il progetto Chiccawine si sposa proprio co questo intento: promuovere, tramite le nuove tecnologie, le tecniche di sala e bar, portare la curiosità su prodotti tradizionali che meritano di essere messi sotto le luci dei riflettori e far conoscere gli uomini che dedicano la loro vita affinché tutto questo non scompaia.

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