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Consigli - Conseils

Champagne cocktail e tutti i discendenti con le bollicine

Michele Crippa

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Quando si parla di cocktail a base di champagne, il primo à cui si pensa è sicuramente lo Champagne Cocktail, e non è sicuramente à caso visto che questo drink fu il capostipite di una lunga discendenza. Fa parte di un antica famiglia di cocktail creati nella prima metà dell’800,ne abbiamo una prima testimonianza già nel 1855, un’epoca in cui il ghiaccio non era un ingrediente inprinscindibile come lo è oggi. La prima volta che ritroviamo la ricetta di questo cocktail stampata fu sul “How to Mix Drinks” di Jerry Thomas nel 1862, anche se in questa versione gli unici tre ingredienti erano zucchero, angostura e champagne, miscelati e serviti in un tumbler con del ghiaccio pilé; una versione molto diversa a quella à cui siamo abituati oggi. Una prima evoluzione si ebbe negli anni 1880, quando nella seconda edizione di quello stesso libro Jerry Thomas decise di servirlo in un bicchiere a vino con solo qualche cubetto di ghiaccio. Fu solo nel corso del ‘900 che il Cognac fu aggiunto e si perse l’uso del ghiaccio, arrivando così alla versione moderna dello Champagne Cocktail, decorato con una scorza di limone o d’arancia. In alcune versioni il Cognac viene rimpiazzato, del tutto o in parte, con del Grand Marnier o del Triple Sec, i quali conferiscono delle note agrumate molto eleganti. Molto spesso per questo tipo di cocktail vengono usati champagne di scarsa qualità, o altri tipi di vino frizzante, per non “sprecare” dell’ottimo vino aggiungendo dello zucchero, ma per come ogni cosa, non si possono pretendere ottimi risultati con ingredienti di scarsa qualità, quindi sebbene non vi consigli di utilizzare uno champagne da centinaia di euro, evitate di utilizzare il primo vino frizzante che trovate in offerta al supermercato.

CC Malmaison Hotels & Brasseries

E se aggiungessimo della frutta alle bollicine?

Le risposte dei barman a questa domanda sono moltissime, il primo fu Franck Meier, che nel 1925 al Ritz Hotel di Parigi creò il cocktail Mimosa, aggiungendo allo champagne del succo d’arancia.

Nel 1948 fu invece Giuseppe Cipriani, patron dell’Harry’s Bar di Venezia, che creò il Bellini in occasione di una mostra dedicata al noto pittore, aggiungendo del succo fresco di pesca bianca alle famose bollicine Venete. Pochi anni dopo Cipriani inventò anche il Rossini, usando della polpa di fragole.

Esistono altre ricette come il Tintoretto, con succo di melograno, o ancora il Puccini, preparato con succo di mandarino. Le possibilità come vedete sono infinite, quindi non esitate a sperimentare con l’avvento della bella stagione, potreste avere delle belle sorprese!

Responsabile della sala di un ristorante parigino carico di storia come il "Lucas Carton", dove, insieme a Giovanni Curcio, lo Chef Sommelier, continua a portare avanti quello stile franco-italiano che tanto lo aveva affascinato a Londra, ma anche, e soprattutto, a cercare di trasmettere la sua passione alle nuove generazioni. Il progetto Chiccawine si sposa proprio co questo intento: promuovere, tramite le nuove tecnologie, le tecniche di sala e bar, portare la curiosità su prodotti tradizionali che meritano di essere messi sotto le luci dei riflettori e far conoscere gli uomini che dedicano la loro vita affinché tutto questo non scompaia.

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