Storie - Histories

Una tappa tra i meno conosciuti.

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Visto che questa settimana abbiamo abbondato con i racconti sul vino italiano ed in particolar modo sul Piemonte, ho pensato di ritornare a Napa in California.

Siamo in una zona baciata dal sole, con escursioni climatiche che superano i livelli del Medoc bordolese e con un terreno prettamente vulcanico, con ovviamente zone composte da detriti che provengono dalle prevalentemente dalle differenti montagne di cui la zona di Napa ne è ricca. Questi detriti sono ovviamente trasportati da venti che in queste aree sono molto importanti.

Partiamo con Chiles Valley, un’AVA di 400 ettari, situata in una zona interna. Chiles è AVA dal 1999, piccola e poco conosciuta. Hardly produce vini, piuttosto robusti e di beva quotidiana. Nonostante sia un buon territorio non bisogna aspettarsi dei vini raffinatissimi o elaboratissimi.

Pope Valley: non è una AVA anche se moltissimi pensano dovrebbe esserla.

Si trova ad est di Chiles AVA e produce uve, maggiormente nere, di tipo bordolese come: petit verdot, cabernet sauvignon, sauvignon blanc etc..

Case come Louis Martini, St Supery e cosentino sono presenti.

Terminiamo il breve viaggio spostandoci tra Atlas Peak AVA e lontano da Oakville: Pritchard Hill.

Non è una AVA anche se qui risiedono case come Colgin, David Arthur, Chappellet. Vini ricchi, intensi e di grande complessità.

Se si vogliono scoprire i vini del nuovo mondo ma si ha voglia di restare europei di gusto, beh Napa è forse l’ideale.

Giovanni Curcio

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